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mercoledì, 11 novembre 2009
Save the cheerleader, save the world. in lavoro, bushido, telefilm - heroes, telefilm - true blood
Tralascerò di discutere sull'Odissea che sono diventate le mie ritenute d'acconto di recente e sul fatto che le istituzioni statali si guardano bene dal darti una mano, in fatto di indirizzamenti, se mai ne avessi bisogno. Anzi, più sbagli, più il fisco ci guadagna, suppongo. Ma, appunto, lasciamo perdere. Su questo blog ho sempre scritto cose esageratamente stupide o molto, molto emo e voglio continuare su questa linea.
Per esempio, ho finito di vedere anche la seconda serie di True Blood che è molto migliore della prima e che è finita con un cliffhanger vagamente stronzo, che sarebbe da augurare il cagotto agli sceneggiatori, se solo non riguardasse uno dei personaggi che meno mi interessano della saga, ossia Bill Compton. Sì, lo so che è il protagonista ma anche chi se ne frega. Ho invece amato con tutto il cuore Godric, anche se – bisogna ammetterlo – con me partiva avvantaggiato essendo potentissimo e, soprattutto, il più giovane di tutti. E' stato delizioso. E con lui Eric, naturalmente, del quale abbiamo una diapositiva. E, prima che vadano perse nel lungo flood del mio twitter, ecco un paio di perle dalle ultime puntate:
"They're like humans. But miniatures." (Eric sui bambini).
"I love watching two men together " (La regina dei vampiri sui vampiri. O una slasher qualsiasiasi).
"You two really should just fuck each other and get it over with. I can watch." (La regina sull'UST Eric/Bill. O una slasher qualsiasi su qualsiasi coppia di personaggi che si odiano.)
"You think Sam can turn into a chicken and lay his own eggs? Wouldn't that be weird: eatin' something that just came out of you?" (Jason dopo aver saputo di Sam).
Orfana della mia serie-svago del momento, ho dovuto sceglierne un'altra e la scelta è caduta su Heroes, del quale avevo visto solo la prima serie. Adattarsi agli accenti non è stato complicato, venendo dalla Louisiana di True Blood, salvo che Kensei è in realtà un gaijin e non un giapponese e, fra tutte le nazionalità del mondo, hanno scelto di farlo inglese. Morale: di quel che dice non si capisce quasi una mazza. Il mio amore imperituro su Suresh, invece, che sta tirando su Molly con Parkman (ci stiamo gayizzando alla grande in questi telefilm americani). Sono appena alla puntata 2x02 – Lizards, quindi è un po' presto per fare altri commenti.
Poi, sorpresa delle sorprese, scopro che Bushido e Fler hanno aggiunto una data del CCN2 Tour e questa data è, rullo di tamburi, Zurigo! Credo il luogo più vicino all'Italia in cui potessero andare. Ci vorrebbe una bella vincita inaspettata alla lotteria. E' triste non avere soldi (la frase ovvia della settimana).
Tabata ha scritto alle 21:56 -
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mercoledì, 11 novembre 2009
Gnaaah. in parabola discendente
Seratina...
Tabata ha scritto alle 00:10 -
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lunedì, 09 novembre 2009
I calcoli. in varie
Nottataccia.
Questo è il resoconto per quelli che non c'erano e sono lontani, perché se sto male deve saperlo il mondo, anche se il mondo – quando questo succede – generalmente mi dice: ma farti operare no, eh? E ha ragione, ovviamente.
Comunque sia, ieri sera verso le 21.40, dopo la visione di Up (che, fra parentesi, è proprio carino e dolce) ha cominciato a farmi male la bocca dello stomaco, che è – fra tutti – il dolore peggiore perché è fortissimo, prende anche la schiena (nello stesso punto) e anche se dura poco (tipo 20 minuti) arrivo ad urlare. Ieri sera non ho urlato, ma tra pasticche di antispastico e borse dell'acqua calda è sembrato placarsi solo a mezzanotte. Sono andata a dormire, non ci sono riuscita, il dolore è ricominciato e mi sono fatta un'altra borsa dell'acqua calda. Mentre mi aggiravo avanti e indietro per il salotto in attesa che il dolore smettesse, ho rimesso tutta la cena, cosa che non era mai successa perché io, generalmente, non vomito mai. Le volte che l'ho fatto posso contarle sulla punta delle dita. Paura e panico. Dopo altre due ore ho chiamato il pronto soccorso per sentire se fosse il caso di riprendere un antispastico, fosse mai che il primo lo avevo rimesso con la cena. La signorina mi ha detto di sì. Ed erano le 3.
Alle 5, finalmente, distesa sul tappeto del salotto (l'unico posto in cui riuscissi a stare comoda) ho preso sonno e ho dormito fino alle 6.30 con la borsa dell'acqua calda sullo stomaco e la gattina sulle ginocchia, che mi faceva la pasta e le fusa per farmi stare meglio. Povera, non ha dormito per niente, tanto che ora è crollata dal sonno, quando di solito dopo pranzo è una furia distruttrice.
Alle 6.30 mi sono alzata, ho strisciato verso il letto e mi sono riaddormentata fino all'ora di pranzo. Sono comunque ancora rincoglionita, alla grande.
Direi che è stato il peggior attacco di calcoli che la (mia) storia ricordi. Non tanto per il dolore, perché era decisamente contenuto, quanto per la durata. La cosa che mi ha mandato più nel panico stanotte, in realtà, è stato che dovevo camminare perché se sto ferma e/o distesa e/o piegata il dolore non passa, però non ci riuscivo perché ero stanca e volevo dormire. Sto seriamente meditando se non sia arrivato il momento di interessarsi davvero a farseli togliere.
Ciò detto, non ho voglia di giocare (beh, non ho voglia di fare niente, in realtà). Magari da questa nottata tremenda ci ricavo che ricomincio ad usare il mio tempo in maniera un po' più utile. Tipo scrivendo, invece che prendendomi cura di bambini virtuali altrui.
Tabata ha scritto alle 15:05 -
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mercoledì, 04 novembre 2009
La Melevisione non mi è mai piaciuta. Neanche se Tonio era palesemente gay. in televisione
Ormai non è più un segreto per nessuno, ma credo di non averlo mai scritto qui.
Io ho un'insana passione per i cartoni animati e le trasmissioni educative per i bambini molto piccoli, all'ora di colazione.
La mia trasmissione del genere preferita è da sempre L'albero Azzurro, che poi ho scoperto essere stato realizzato da Bianca Pitzorno (quindi non c'è da stupirsi se piace a me ed è un bel programma. Quella donna è fantastica.)
Di bello questa trasmissione aveva due cose: la prima è che non era affatto stupida. Non c'erano presentatori che parlavano da deficienti solo perché avevano un pubblico al di sotto del metro. C'erano canzoni, balletti e quant'altro ma i due presentatori E ANCHE il pupazzo che li accompagnava, parlavano ai bambini come esseri umani normali, cosa che rendeva il programma fruibile anche dalle persone adulte. Seconda cosa, era impostato come uno spettacolo teatrale e i presentatori recitavano. E bene. Inoltre avevano voci meravigliose, per cui era un piacere starli a sentire mentre ti raccontavano come si costruisce una tartaruga con i cartoni porta-uova.
Di recente ho fatto un'altra scoperta nel mondo delle trasmissioni per bambini: Manny Tuttofare (in originale: Handy Manny). In pratica è la storia di questo ometto rotondo che aggiusta tutte le cose della sua città e per farlo utilizza una serie di attrezzi che si porta dietro in una cassetta, i quali parlano, saltano ed esprimono opinioni. E hanno anche nomi opinabili, ma lasciamo perdere.
Ora, quest'uomo, a parte avere una cintura da carpentiere (*O*... cosa sulla quale sorvoleremo) parla per metà in inglese e per metà in italiano. E così fanno tutti i personaggi che lo circondano. Questo per insegnare l'inglese ai bambini. I dialoghi si svolgono quindi in questo modo:
Signora: Manny, la fontana del parco si è rotta!
Manny: The fountain? Non si preoccupi, signora. La riparo io!
Il doppiatore, però, è un genio. E anche lui ha una voce bellissima, per cui le ripetizioni non pesano per niente. E poi mi sembra un ottimo modo per far entrare in testa a bambini di 2-3 anni qualche parolina d'inglese.
Stamattina, invece, stavo mangiando il pandoro (non stupitevi, ho iniziato 15 giorni fa!) e mi sono imbattuta in Curious George. Ora, io odio le scimmie e in generale anche lui non fa eccezione, ma l'episodio era strutturato in maniera tale che mi ha fatto tenerezza e ha finito per piacermi.
In pratica c'è questo portiere d'albergo con la divisa macchiata che va in tintoria a farsela lavare e lascia il proprio bassotto al suo posto a gestire la portineria. Insieme al bassotto c'è George, il quale per metà puntata non fà altro che combinare disastri per la disperazione del cane. In tutto questo, gli esseri umani dicono poche battute e sono trascurabili. La cosa veramente importante è la voce fuori campo (bellerrima, pure quella!) che sottolinea determinate cose, in maniera molto semplice. Ad esempio, ad un certo punto arriva un fattorino e consegna un quintale di pacchi importantissimi. La scimmia inizia ad aprirli e sparge il contenuto (palle da baseball, golf, basket etc...) ovunque e il cane non sa più come fare. Il proprietario di tutti i pacchetti – senza sapere del disastro combinato dalla scimmia – annuncia che se la prenderà moltissimo con i fattorini se troverà le scatole in disordine o gli oggetti imballati male. Così il cane si preoccupa e George capisce di aver fatto qualcosa di male e aiuta il bassotto a rimettere a posto. Ma quali palline vanno in quali scatole? Così noi vediamo la scimmia tentare di mettere le palline da golf nella scatola di quelle da tennis, quelle da basket nel posto di quelle da rugby e così via...
E la voce fuori campo, caldissima, dice: “A volte le cose non sono come sembrano (e noi vediamo George che tenta di mettere le palline da golf nel posto sbagliato) ma una volta capito come funzionano, è facile! (Bassotto e cane capiscono dove mettere ogni cosa)”. O una cosa del genere. E io mi sono molto emozionata perché è un concetto bellissimo in generale, ed era spiegato in maniera così semplice con un cane, una scimmia e tre palle da golf che sono rimasta affascinata.
Non lo so perché vi ho raccontato tutto questo, forse perché non ve l'avevo ancora detto e dovevo dirvelo. O molto più probabilmente perché stavo cercando un modo di sfuggire al The Sims 3 (che mi ha fagocitata) e scrivere sembrava un ottimo sistema. Solo che quando ho aperto la pagina bianca di Openoffice, questo è quello che mi è venuto da scrivere. Son cose.
Tabata ha scritto alle 12:17 -
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sabato, 31 ottobre 2009
Level 2 ... completed in tokio hotel
Grazie all'aiuto di Fedy. Siamo un'ottima squadra :3
Questa volta metto il bannerino di Bushido e Lafee, perché il Bu è stato troppo AWWW. Who here is packing heat and not telling? Ma come si fa a resistergli?
E voglio la versione Anni '50 di "The Darkside of the Sun" che è, tipo, una genialata *O*

Tabata ha scritto alle 22:10 -
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venerdì, 30 ottobre 2009
Ad Alice e Camilla. Perché zia vi vuole bene, anche se non sembra. in musica, camilla, alice, parabola discendente
Dopo la telefonata di ieri con Vomitino e la quasi assenza d'interazione con l'altra soon-to-be mother degli ultimi mesi, io credo che urga una spiegazione.
Chiariamo immediatamente una cosa: io non vi odio. E nemmeno ce l'ho con voi. E neanche, se è per questo, vorrei essere qui a star male e a far preoccupare metà della gente che mi sta intorno. Inoltre ne ho piene le palle anche di Jeff Buckley che, per quanto mi riguarda, ha scritto una sola canzone. E quella canzone è Hallelujah. Insomma, l'allegria si spreca da queste parti.
Il punto è, care le mie signore, che mi avete preso in contropiede.
Mi aspettavo di dover affrontare questo periodo con una sola di voi per volta. Il che avrebbe significato un mezzo-inferno per la prima che avrebbe deciso di sfornare una piccola-sé, ma sarebbe stato notevolmente meglio per tutti con la seconda. Avrei avuto, per così dire, una finestra nella quale respirare e poi sopravvivere. Caso vuole che questo non sia successo. E mi ritrovo con due persone in attesa di gioioso pargolo che, attenzione:
- vivono a 5 minuti l'una dall'altra (ed entrambe a 3 ore da me)
- sono incinta con uno scarto di 4 mesi (da cui ne consegue che avranno non solo un figlio, ma anche della stessa età! CHE. CULO.)
- e, rullo di tamburi, due femmine. Il che significa: due bambine della stessa età a 5 minuti di casa l'una dall'altra e a 3 ore da me, che comunque non avrei figli da farci giocare insieme.
Give me a break. Voi che ne dite?
Che poi, sostanzialmente, il problema non sta nemmeno qui. Cioè, sì. Sta anche qui, d'accordo, ma non si esaurisce con la mia gelosia, neanche tanto vaga. Il punto è che sono divisa tra il fatto che sono completamente tagliata fuori – per cortesia risparmiamoci i Non è vero, tanto non vi credo quindi è fiato sprecato – e il fatto che, sostanzialmente, vorrei invece essere partecipe della cosa come zia acquisita ma non posso farlo perché sto relativamente in culonia e questo mi impedisce di contribuire e sentirmi parte della cosa per quel poco che posso.
Quindi, ricapitolando: da una parte ci sono io che come sento parlare di bambini piango che sembra sia morto qualcuno. E in questi casi c'è Jeff Buckley che canta in loop Hallelujah. E voi provate ad immaginarvi questa scena di me devastata in lacrime, spettinata, in pigiama e col gelato, con Jeff Buckley appollaiato sugli sgabelli in cucina a cantare per la centesima volta Love is not a victory march, it's a cold and it's a broken hallelujah che un po' anche ce lo vedo che mi guarda e mi dice: “Posso almeno cambiare album?”, per dire.
E dall'altra, ci sono io che se penso che entro marzo ci saranno due bambine minuscole che potrò ricoprire di pizzi e di trine, tipo esplodo dalla gioia... e poi penso che queste micro-bambine piene di trine forse mi vedranno, se va bene, 3 volte l'anno. Nemmeno sapranno chi sono. E invece a me sarebbe piaciuto, per dire, fare la zia a tempo (quasi) pieno.
Insomma, si tratta di equilibrio, come al solito. E come al solito non mi riesce di trovare una stabilità fra la disperazione di ritrovarmi su un livello tutto diverso ed estraneo dalle mie amiche e la consapevolezza di voler essere felice per loro.
A volte, nella vita, capita magari che tutti i tuoi amici si diplomano/laureano/trovano lavoro e tu no.
I tuo amici si fidanzano e tu no.
I tuoi amici si sposano e tu no.
I tuoi amici fanno figli e tu no.
E generalmente, solo una di queste cose capita. A me sono capitate tutte. Tutte, nessuna esclusa. E' vero che poi mi sono diplomata, fidanzata, sp... no, sposata no, ma fa lo stesso. Quindi, per logica dovrebbe capitarmi anche tutto il resto. Il punto è che la sensazione è sempre la stessa e di come ho superato le precedenti, io non me lo ricordo mai. Quando finalmente riesci ad arrivare ad un punto, ecco che ti guardi intorno e la gente è chilometri avanti a te. E la mia vita è stata un po' tutta così, solo che in questi anni era andata meglio, avevo tirato un po' il fiato... e voi due mi andate a procreare così di botto tutte e due insieme. Non si fa, capite. C'è di che avere dei problemi. Io ce l'ho, per dire. Ce li avevo anche prima, tra l'altro.
Insomma, tanto per concludere.
Tra un attacco di depressione e l'altro, io voglio bene a voi e voglio bene ad Alice e Camilla (che per altro hanno due nomi meravigliosi e io li amo alla follia <3). Ma tanto, eh, roba che come me nessuno mai. Solo tra un attacco di depressione e l'altro, però. E devo farci i conti. Questo lo dovevo dire e volevo farlo, solo che a voce non mi riesce e il twitter limita la logorrea. Prima o poi, non so come e non so quando, mi riprendo.
Vieni Jeff, andiamo.
...Baby I've been here before
I've seen this room and i've walked this floor
I used to live alone before i knew you
I've seen your flag on the marble arch
but love is not a victory march
it's a cold and it's a broken hallelujah...
Tabata ha scritto alle 18:38 -
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venerdì, 23 ottobre 2009
I criceti in concerto in tokio hotel
David Jost ha deciso di farmi il regalo di compleanno, con un anticipo di due giorni.
Il 12 aprile i Tokio Hotel sono a Milano a suonare al Forum. Il che significa troppa gente in un posto enorme. E stiamo ancora decidendo se vogliamo rischiare la morte nel parterre o vivere non vedendo una sega sugli spalti. Stay tuned.
EDIT del 26 ottobre 2009: Alla fine parterre. Che Dio ce la mandi buona.
Tabata ha scritto alle 13:02 -
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mercoledì, 21 ottobre 2009
Ne voglio una. in oggetti del desiderio, telefilm - true blood
Tabata ha scritto alle 00:12 -
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martedì, 20 ottobre 2009
Halloween vs Scrittura in varie
E' sempre bello scoprire che il giorno in cui ti viene l'ispirazione per finire la StareZittoMaiEh?!Fic, è anche il giorno in cui escono i nuovi oggetti di Halloween di Pet Society. E urge arredare la pet-casa. No, vabbè, a parte gli scherzi... poi alla fine ho scritto. Baci.
Tabata ha scritto alle 00:58 -
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giovedì, 15 ottobre 2009
.___. in parabola discendente
E' sempre bello sapere che si viene prima di tutto il resto.
Tabata ha scritto alle 00:38 -
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